4/05/2012

5 APRILE

Questa data sembra la migliore per andarsene. C'è qualcosa di strano nell'aria, forse...

Oggi anche il padre del suono del rock se ne va, l'annuncio nel sito di Marshall: www.jimmarshall.co.uk

E in questo giorno se ne andavano due grandi... 10 anni esatti fa, Layne Staley e 18, Kurt Cobain.
Sembra l'altro ieri che, neancora passati 10 anni dalla sua scomparsa, scoprii i Nirvana dai miei amici delle medie. Sì, perchè era il 1999 o il 2000 e avevo 14 anni che cominciai a maltrattare una chitarra classica per colpa di Kurt Cobain.


12 o 13 anni fa mio fratello portò a casa un cd masterizzato, sfuggito al fratello maggiore di un suon amico, con su scritto "Alice In Chains", e noi iniziammo ad ascoltarlo senza sapere niente, nemmeno i titoli delle canzoni. Solo, credo, un anno e mezzo più tardi morì Layne Staley. Fui io a diffondere gli Alice In Chains tra i compagni alternativi delle medie. E in cambio ebbi, per vie traverse, una cassettina dove c'era registrato "Nevermind", dalla mia migliore amica.
La prima volta che ascoltai "Smell Like Teen Spirit" fu, distrattamente, con una cuffietta del walkman, l'altra cuffietta l'aveva la mia amica, mentre giocavo a Puzzle Bobble all'oratorio.
Ricordo che precedentemente beccai il video su MTV, diversi anni prima, e rimasi scioccata.
Se dovessi descrivere la mia prima impressione con una parola, questa sarebbe "sporco".


"Sporco" è tutto ciò che mi ha accompagnato da allora in poi, musicalmente. Le critiche che mi sono state mosse quando suonavo, grattavo sulla chitarra, con un'energia che ancora doveva prendere una direzione.
Il modo che avevo di vestirmi, di tenere a bada i miei capelli. L'aura trasandata e "grunge" che mi ha sempre caratterizzato, che mi ha distinto dalle altre ragazze eleganti, anche quando io ero elegante.
Ero già predisposta a tutto questo. Ero la sfigata. La secchiona. E mi piaceva quella musica "espressionista", quell'energia, quel grezzume senza fronzoli, che la gente che rosica chiama "sopravvalutata":
Fu una sorta di battesimo. Perchè poi, tra noi ragazzini quindicenni nei primi 2000, la roba che andava di moda era l'epic metal. Che pure iniziai a seguire, ma dentro di me, quello che è rimasto è quel mood trasandato, quell'aura.



E il 5 aprile di quegli anni, come qualsiasi altro giorno del resto, andavamo nel quartiere residenziale, che noi avevamo chiamato "New Aberdeen" perchè nella nostra fantasia, ci ricordava la desolazione che raccontava Kurt.
Passavamo pomeriggi interi camminando, e tirando tardi al parchetto... e non ci serviva altro che questo.
Registrare CD dei fratelli maggiori su cassettine, passarcele, mangiare la pizza all'aperto, assaggiare la vodka alla menta per la prima volta, e si doveva tornare a casa alle 23,30. Siamo stati l'ultima generazione di quindicenni "piccoli".
Sentivamo l'atmosfera frizzante e calma dell'aria, della strada, nelle sere di primavera e nel freddo dell'inverno, il mio primo paio di all star che ancora conservo, i jeans strappati, i guanti senza le dita.
E la colonna sonora di quegli anni meravigliosi la scrisse Kurt Cobain.