8/04/2011

VIDEO: BILLIE HOLIDAY "I LOVES YOU PORGY"


[...] Mi ricordo perfettamente la morte di Billie Holiday nel luglio del 1959. Non la conoscevo poi così bene; non ci siamo mai frequentati o cose del genere. A Billie piaceva molto mio figlio, Gregory, pensava fosse un amore. Seppi che lei e il marito non stavano più assieme perchè una volta mi disse: "Miles, gli ho detto di lasciarmi sola, poteva prendersi la casa, qualsiasi cosa, ma doveva lasciarmi sola.". [...]
L'ultima volta che la vidi da viva fu quando venne giù al Birdland dove stavo suonando agli inizi del '59. Mi domandò di darle qualche soldo per l'eroina e le passai quello che avevo. Credo che fossero più o meno un centinaio di dollari. Suo marito, John (ho dimenticato il cognome), la teneva in quel giro per poterla controllare. [...] Lui aveva per le mani tutti i tipi di droga e quando voleva li dava a Billie: era il suo modo di tenerla in riga. John era uno dei classici delinquenti viscidi di Harlem che fanno qualsiasi cosa per i soldi.
"Miles" mi aveva detto Billie, "Quello stronzo di John è scappato con tutti i miei soldi. Puoi prestarmi qualcosa per farmi? Ne ho davvero bisogno". Così le diedi quello che potevo perchè aveva veramente un brutto aspetto, era sfinita, sfatta, aveva la faccia smunta. [...] Cazzo, stavo malissimo per lei.
Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare I Loves You, Porgy, perchè ogni volta che lei cantava "non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde" potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui la cantava era magnifico e triste. Tutti quanti amavano Billie. [...]

Miles Davis - "Miles - L'autobiografia"